Risposta Dott. Zamponi – “Ricchi Fuori e Poveri Dentro”

Gentile signora, ciò che ci racconta non ci sorprende, ricordiamoci che stiamo parlando di adolescenti, di una fase della vita di per se’ complessa, caratterizzata da importanti cambiamenti sotto ogni punto di vista, in cui le certezze vacillano, un periodo fatto di contraddizioni ed emozioni contrastanti.

aggiungiamo che siamo nell’era dell’apparire, dove l’avere cose e’ piu importante dell’essere e dove -e’ piu’ importante ‘condividere’ che vivere…-(cit.)

e’ un argomento estremamente vasto ma proviamo a darci qualche risposta

le cause, come sempre, sono molteplici, da un lato una  società complessa che va sempre alla ricerca dell’eccellenza, dove l’errore non è concesso e dove sbagliare diviene sinonimo di essere sbagliati…un tipo di società che condanna e giudica pessimo, il genitore che non raggiunge gli standard che la società si aspetta e allora ecco, che i giovani si difendono da questa paura di fallire e di deludere e allontanano la possibilità di mettersi in gioco.

inoltre è proprio ciò che la società gli offre a limitarli, a renderli così poco curiosi ed esploratori.

i ragazzi di oggi non hanno bisogno di fare il minimo sforzo per fare qualsiasi cosa… la tecnologi social i videogiochi sono un’alternativa a portata di mano che purtroppo hanno affievolito e in alcuni casi spento la loro motivazione e la loro voglia di sperimentare e ricercare. Non c’è più comunicazione e confronto diretto.

lo schermo e’ vero che li ha aperti al mondo, ma allo stesso tempo li ha rinchiusi nella loro area comfort da cui fanno fatica ad uscire, privandoli di cio’ che piu’ conta…il contatto con gli altri.

una mancanza di stimoli nel lungo periodo induce ad una mancanza di obiettivi.

faccio un esempio molto pratico… fin dai tempi della preistoria la fame ha spinto l’uomo ad andare a caccia di cibo, il senso della mancanza faceva scaturire il desiderio, oggi in una realtà ricca oggetti e possibilità non c’è più spazio per sperimentare quella mancanza.

i nostri giovani non sono affamati, perché hanno tra le mani tutto ciò che desiderano senza nemmeno alzarsi dal divano di casa.

quindi cominciamo a far capire loro che la tecnologia (smartphone-tablet-pc) e’ un meraviglioso e potentissimo strumento, ma per essere tale deve essere usato con intelligenza, non si deve sostituire a loro non deve essere un mezzo per disimpegnarsi ma al contrario deve essere usato come un valore aggiunto alla vita, che arricchisce e non impoverisce la mente.

e’ fondamentale che scuola e famiglia facciano fronte comune.

non spingiamo questi giovani a credere che conformarsi alla società sia la strada giusta per emergere, torniamo a dire di no, ciò non fa di noi dei genitori/ educatori di seconda serie… insegniamo loro che non si può avere tutto e si può stare bene lo stesso.

parlate con loro spiegate i vostri NO e soprattutto stabilite una comunicazione fatta anche di confronto.

educhiamoli a saper perdere, a tollerare la frustrazione di ogni giorno. Facciamo in modo che questi giovani affrontino ostacoli e difficoltà e si impegnino a superarli.

ripetiamo loro che non devono necessariamente essere i migliori, ma che devono sempre dare il massimo, che non è fondamentale riuscire ma impegnarsi e averci provato. Trascorrete del tempo con loro, quel tempo che lascia il segno…questa è la medicina più potente che ci sia.

la vostra attenzione è la cura.

riporto una frase celebre di Mario Lodi -La scuola la vorrei senza pagelle e con tante cordiali chiacchierate con i genitori, perchè alla fine, invece di una bella pagella, si abbia un bel ragazzo, cioè un ragazzo libero, sincero, migliore comunque –

Spero di essere stata esaustiva. Grazie per averci resi partecipi di questo suo momento difficile.

Dottoressa

Donatella Zamponi

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