Scuola e lacrime: come aiutare tuo figlio a superare l’ansia e sentirsi al sicuro a scuola

Problema e Soluzione

Ciao a tutti, 

sono la mamma di un bambino di sette anni e vorrei condividere con voi la mia preoccupazione riguardo alla sua situazione a scuola.

Negli ultimi due mesi, la scuola mi ha chiamato diverse volte per avvertirmi che il mio bambino piange, dice di sentirsi male e ha forti mal di pancia. Tuttavia, ogni volta che torniamo a casa, dopo circa mezz’ora, il dolore scompare completamente.

Ho fatto tutte le visite e i controlli necessari consigliati dal nostro pediatra, ma il problema continua a persistere. Inoltre, negli ultimi due giorni, la scuola ha chiamato alle nove in punto per chiedermi di tornare a prendere il mio bambino.

Come mamma, mi sento molto preoccupata per il mio bambino e vorrei aiutarlo in ogni modo possibile. Ma non so come tranquillizzarlo. Ho cercato di dirgli che non ha nulla, ma sembra non bastare.

Risposta della Dott.ssa Donatella

Buonasera signora,

riepilogando dunque la situazione: gli esami a cui suo figlio è stato sottoposto sono negativi, la visita pediatrica non ha riscontrato anomalie e la crescita è regolare. Si potrebbe quindi ipotizzare che questi dolori ricorrenti alla pancia siano di tipo funzionale, ossia non indicano una patologia ma la pancia fa male lo stesso.

Le cause psicologiche potrebbero spiegare il motivo di questi mal di pancia così frequenti. Intanto, non dimentichiamoci che anche i bambini, come gli adulti, hanno le loro preoccupazioni, le loro paure e ansie. Per noi potrebbero sembrare banali, ma per loro sono importanti. Dunque, il mal di pancia “nervoso” non è un’invenzione del bambino, è un vero e proprio disturbo fisico che parte da una reazione mentale alla paura, all’ansia, allo stress o a una forte emozione.

Questo accade perché esiste una relazione molto stretta tra ciò che si vive a livello emotivo e mentale e ciò che si vive a livello viscerale. Le condizioni di stress fanno sì che l’organismo si attivi e aumenti la produzione di cortisolo e adrenalina, che a loro volta hanno effetto negativo sull’apparato digerente, provocando infiammazione, bruciore di stomaco, mal di pancia.

Quindi, cosa fare in questi casi? È importante provare a far parlare i nostri bambini di ciò che provano e di quanto li preoccupa. L’inizio di un nuovo anno scolastico, un litigio con i compagni, un allenatore che lo rimprovera, ripetute discussioni in casa tra mamma e papà, la gelosia per un fratellino, per loro potrebbero essere motivi di tensione e preoccupazione che vengono interiorizzati e scaricati nella pancia.

Ora signora, non sappiamo bene cosa nasconda il mal di pancia di suo figlio, ma se ha scritto che quando torna a casa tutti i fastidi scompaiono, ciò lascia presumere che la sua forte ansia sia legata a qualcosa che lui ritrova nell’ambiente scolastico. Una volta allontanatosi dalla scuola, la sua fonte di stress, ecco che riesce a tranquillizzarsi e a liberarsi completamente dal dolore fisico.

Dunque, signora, provi a indagare lei stessa se suo figlio ha qualche problema con un compagno, con la sua maestra, se ha ansia per le verifiche programmate di qualche materia in particolare… Stabilisca una comunicazione serena, fatta di condivisione e comprensione. Rassicurarlo, non giudicarlo, favorirà l’abbassamento del livello di stress e di tensione che farà attenuare fino a scomparire questi fastidi.

Una volta centrato il problema aiutiamolo, senza offrigli soluzioni, a riflettere e ad affrontare la situazione.

Perché dico questo? Perché i bambini devono scoprire anche le emozioni ed imparare a reagire adeguatamente ad esse. Dire loro cosa devono fare, come devono rispondere non è significativo e vantaggioso per la loro crescita emotiva. Inoltre alcuni studi hanno dimostrato che l’integrazione con probiotici (regolano la produzione di cortisolo) favoriscono il corretto equilibrio della flora batterica e ottimizzano la connessione tra intestino e cervello. Questo unito a giornate libere all’aperto, senza attività organizzate, giri in bicicletta, corse con gli amici, aiuterebbero il bambino a ritrovare la necessaria tranquillità.

NB: Attenzione però all’eccessiva importanza che diamo a questi fastidi perché potrebbero in alcuni casi diventare una scusa per attirare l’attenzione su di sé, per ottenere privilegi o per evitare di fare qualcosa come andare a scuola. Quindi occhio genitori che l’imbroglio è dietro l’angolo dovete essere attenti e critici quando vostro figlio lamenta spesso  “mamma vienimi a prendere ho mal di pancia”

Concludo: Se il suo intervento non dovesse bastare, se nota che suo figlio non mostra miglioramenti non esiti a rivolgersi al suo pediatra o a richiedere il supporto di un professionista dell’età evolutiva

Saluti Dott.ssa 
Donatella Zamponi
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